Ultima modifica: 4 maggio 2018

BRAVO, ANTONIO!

Antonio Fiamingo, della classe 2^A del plesso Da Vinci, ha vinto il premio speciale della giuria al concorso nazionale Giralibro, indetto dall’Associazione editori italiani, con un elaborato sul libro “Buchi nel deserto”.
Al concorso partecipano ogni anno, su invito dei docenti di lettere, tutti gli alunni della scuola secondaria, nell’ambito del progetto “Io leggo”.
Di seguito l’elaborato di Antonio che ha colpito la giuria in quanto “originale e fuori dagli schemi” sbaragliando più di 100.000 studenti di ogni parte d’Italia:
“Sono Hector Zeroni e, se ripenso alla mia infanzia, vedo un bambino solo e infelice, che per anni ha atteso al parco l’arrivo della madre finché un giorno lei non è tornata più. Un bambino senza famiglia diventa un facile bersaglio per tutti… io sono finito in un “campo di rieducazione”, Campo Lago Verde, obbligato a scavare una buca al giorno, profonda un metro e mezzo e larga altrettanto. Lì ho scoperto il mio talento, ovvero scavare buche, infatti pur essendo il più piccolo ero anche il più veloce del campo, nonostante tutti mi prendessero in giro e mi dessero dello stupido. Ci dicevano che scavare delle buche sotto il sole cocente sarebbe servito a rafforzare il nostro carattere ma io non ero lo “Zero” che tutti credevano. La verità era ben altra… noi eravamo la manodopera gratuita che avrebbe dovuto portare alla luce un tesoro, nascosto anni prima da Kate Borlow, detta la baciatrice perché abituata a baciare le sue vittime dopo averle depredate e uccise. Stanco della vita da prigioniero, ho deciso di scappare, raggiunto pochi giorni dopo dal mio amico Stanley, l’unico che credeva in me e nelle mie capacità. Per sopravvivere abbiamo scalato il “pollice di Dio”, in cima al quale abbiamo trovato acqua e cibo. Da quel momento la fortuna ha girato dalla nostra parte: siamo riusciti a trovate il tesoro e abbiamo perfino scoperto che apparteneva al bisnonno di Stanley, che ovviamente ha deciso di condividerlo con me. Ciò mi ha dato la possibilità di assumere una squadra di detective e di ritrovare mia mamma, ma ho utilizzato parte del denaro per recuperare anni e anni di scuola persi. Ad un certo punto Stanley ha deciso di scrivere un libro per raccontare la terribile esperienza a Campo Lago Verde e dare un messaggio di speranza a tutti coloro che pensano di essere sfortunati, perché la fortuna ti bacia quando meno te lo aspetti. Con questo libro lui è diventato uno scrittore di successo e le nostre strade si sono divise. Lo confesso, mi sono sentito un po’ solo ma non ho mollato, ho proseguito gli studi per dimostrare a tutti, soprattutto a me stesso, di non essere uno “Zero”. Adesso faccio l’archeologo, lavoro che mi ricorda tutti gli anni trascorsi al Campo… e poi scavare buche è sempre stato il mio forte! Ogni volta che trovo qualche reperto penso al tesoro che mi ha cambiato la vita e al mio amico Stanley, senza il quale non sarei quello che sono oggi. Lui non solo mi ha insegnato a leggere e scrivere, mi ha anche aiutato a trovare il coraggio di rialzarmi ad ogni caduta. Mi piacerebbe tanto rivedere Stanley, fargli sapere che aveva ragione, che anche uno “Zero” può diventare qualcuno!”




Link vai su