Ultima modifica: 9 aprile 2018

LA RIUSCITA DEL TECNOGAMELAB:UN MIX DI ROBOTICA EDUCATIVA E PEER EDUCATION

Si è conclusa l’attivita che ha visto gli alunni di sette classi del Comprensivo di Castellanza lavorare, fianco a fianco, con gli alunni di due classi dell’Istituto Facchinetti, nel TecnoGameLab.
Il “compito”, in quattro ore, era quello di far conoscere ai più piccoli la scheda elettronica Arduino e utilizzarla, programmandola in modo da utilizzare dei sensori, per la costruzione di circuiti applicabili a situazioni reali o a narrazioni fantastiche. Missione impossibile? No, niente di più facile. Il segreto della riuscita si deve sicuramente alla modalità di lavoro proposta: robotica educativa e peer education. Già sento qualche “cioè?” Allora, cerco di spiegarmi. La robotica educativa è un approccio semplice alla programmazione informatica e all’apprendimento di materie tecnico-scientifiche. Un metodo per stimolare la curiosità e l’uso della logica utile alla soluzione di problemi, di difficoltà crescente. Nella vita di ogni giorno ogni singola azione può essere scomposta in procedure più semplici: suddividere un processo logico-creativo in singoli step, ragionare passo passo sul modo migliore per ottenere un obiettivo, scomporre un problema complesso in parti, più facilmente gestibili se affrontate singolarmente, è quello che facciamo, spesso senza accorgercene, tutti i giorni ed è il linguaggio usato nella programmazione informatica. Alla base c’è il pensiero computazionale, che va stimolato e sviluppato fin da piccoli. Se a questo uniamo la meraviglia con cui i più giovani guardano al mondo, la precisione e l’ordine necessari perché un pensiero diventi azione, abbiamo imparato a “progettare” e a “programmare”. Ma non basta. Se infatti questa proposta avviene tramite una strategia educativa, la peer education, che attiva il passaggio di conoscenze ed emozioni tra pari, cioè tra alunni, anche se appartenenti a scuole diverse, l’esperienza diventa intensa, più credibile ed efficace, e le foto lo testimoniano in modo eloquente. Questo è, in sintesi, quello che il TGLab ha voluto sperimentare.
Un grazie a tutti i colleghi della Primaria, della Secondaria e, in particolare ai docenti dell’Istituto Facchinetti, Pagani, Pili, Dell’Anno e Salemme che, insieme ai loro ragazzi, hanno partecipato all’attività e hanno condiviso con me l’idea.
Emanuela Da Ronch

 




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